Alle cittadine e ai cittadini bresciani alle ragazze e ai ragazzi, studentesse e studenti, i primi ad essere coinvolti in questa tragedia, alle migranti e ai migranti, i nuovi cittadini, che conoscono bene parole come intolleranza e razzismo, alle tante realtà formali ed informali che da tutta italia hanno espresso indignazione e solidarietà.Sabato 7 Febbraio 2009 MANIFESTAZIONE concentramento Stazione Desenzano ore 14.30 partenza corteo dalla Stazione Desenzano ore 15.30
Mohamed è ognuno di noi.
Mohamed è ognuno di noi.
Per sconfiggere insieme la paura.
Scendiamo in piazza per svegliare una città che troppe volte ha girato la testa.
Non deve farlo questa volta.
Non deve farlo mai più.
Mobilitiamoci e riprendiamo la parola prima che l'ipocrisia riscriva anche questa storia.
Per liberare Desenzano dalla paura e dall'odio, libera da vecchi e nuovi fascismi.
Per una città libera dall'intolleranza, dal razzismo, dall'ignoranza.
Perché esiste una Desenzano coraggiosa, aperta, indignata.
Perché guardarsi all'interno, riconoscere il male profondo del nostro tempo e della nostra città è crescere.
Liberi.
Costruiamo assieme un corteo che attraversi e viva la città in una giornata aperta alle iniziative e ai contributi positivi di tutte e tutti.
Nel 2009 a Desenzano si muore ancora d'intolleranza.
Al posto di Mohamed poteva esserci ognuno di noi.
Vorremmo che il corteo venisse aperto dalle ragazze e dai ragazzi della città e da tutti quelli che a Mohamed erano vicini, loro i volti loro le voci a pretendere che mai più si ripeta.
Vorremmo che seguissero i migranti bresciani e non solo, con loro dobbiamo costruire una città diversa.
Vogliamo che sia un corteo assolutamente pacifico e determinato da un'unica modalità ed un unico obbiettivo comune: parlare e comunicare alla e con la città per non dimenticare un uomo ucciso dall'odio e dall'ignoranza.
Invitiamo tutte e tutti a costruire insieme la giornata.
E' la città ad essere protagonista della giornata del 7 febbraio, con il supporto e il contributo delle realtà antirazziste e antifasciste, perché solo la città può cambiare se stessa.
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